3 giorni
Difficoltà: 2/5
La Maddalena
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la_sarda_scrittrice

LA MADDALENA E CAPRERA

200,00 (Senza voli)
Agosto
Relax & Mare

ITINERARIO

La guida di viaggio

PREMESSA: L’arcipelago de La Maddalena si trova nel nord-est della Sardegna ed è formato da due isole più grandi, La Maddalena e Caprera, e altre più piccole. L’arcipelago è noto per la sua bellezza: rocce suggestive e boschi rigogliosi, acqua cristallina e natura incontaminata.

Il seguente itinerario, a metà tra relax e avventura, prevede la scoperta di tante spiagge e cale nelle due isole maggiori. Ci muoveremo in macchina e a piedi. Buona lettura!


1° GIORNO: LA MADDALENA - CALA FRANCESE E SPIAGGIA DEL COSTONE


Arriviamo al porto di Palau intorno alle otto del mattino. Raggiungeremo l’arcipelago con la compagnia Delcomar. Per evitare eventuali code abbiamo acquistato i biglietti online, in anticipo: due persone più la macchina, andata e ritorno, per un totale di 42.80 euro – non male!

La nostra prenotazione è per le 9.00, ma l’orario dell’imbarco sul biglietto è solo indicativo: i traghetti vanno e vengono continuamente. Non appena arriviamo al porto, infatti, ci fanno salire – con noi altre quindici, venti macchine – e il traghetto parte senza aspettare oltre. La traversata da Palau a La Maddalena è molto breve – circa 10/15 minuti – e dal ponte osserviamo, oltre all’isola principale di fronte a noi, anche quella di Santo Stefano (a destra) e, più lontana, Spargi (a sinistra).

Dopo aver attraccato raggiungiamo il nostro hotel, Le Nereidi, un tre stelle con un ottimo rapporto qualità-prezzo: le camere sono ampie, decisamente accoglienti e pulite, e molte sono dotate di balcone; piuttosto grande e comodo è anche il parcheggio interno. Inoltre, come abbiamo scoperto durante il soggiorno, tutto il personale è di una gentilezza unica, e la colazione veramente deliziosa.

Sistemate le nostre cose, usciamo. Abbiamo tre giorni, e l’idea è di vedere almeno due cale al giorno.

La giornata è bellissima e tuttavia ventosa, ma sappiamo già che il signor Eolo non sarà un problema: l’isola è piena di cale riparate.

La prima che scegliamo è Cala Francese. Raggiungerla è relativamente semplice, ma richiede un po’ di attenzione, perché occorre lasciare la strada asfaltata e percorrerne una sterrata (a tratti, peraltro, un tantino stretta). Niente di impossibile, ma meglio andare piano. Alla fine si svolta a sinistra, all’altezza di un grande spiazzo che tutti utilizzano per parcheggiare. A quest’ora (circa le 9.30) lo spiazzo è quasi vuoto. Ci rendiamo subito conto di essere completamente immersi nella natura. Il paesaggio è stupendo, e nel percorso a piedi verso la cala ci viene voglia di fermarci ovunque per ammirarlo e per catturarne scorci con la macchinetta – sempre lungo il percorso, tra l’altro, sul lato esterno della costa è presente la “Madonnetta dei Pescatori”, molto suggestiva da fotografare per la posizione e per i suoi colori bianco e azzurro. Dallo spiazzo del parcheggio alla Cala saranno sì e no cinque minuti, ma per noi diventano almeno quindici, tanta è la voglia di assaporarci ogni angolo di questo posto!

Il tratto di spiaggia effettivo di Cala Francese di per sé è piccolissimo, e per questo consigliamo di arrivare molto presto – per lo meno se siete interessati ad accamparvi sulla sabbia. Noi, tra una foto e l’altra, siamo arrivati verso 9.45, e la mini-spiaggetta era già occupata. In ogni caso, le innumerevoli rocce tutt’attorno sono spaziose e anche piuttosto comode (molte sono piatte) e noi abbiamo trovato un posto davvero niente male: durante la mattinata non abbiamo mai rimpianto quel tratto sabbioso… anzi, tutt’altro, visto che chi si trova lì deve pazientare per il passaggio continuo delle persone che entrano in acqua.

Detto questo, la cala è bellissima. Un panorama mozzafiato di grandi rocce di granito rosato, modellate dal vento, circonda un mare di un azzurro cristallino. L’aria è selvaggia e incontaminata. Farsi il bagno in un posto del genere è il massimo per gli esploratori e per gli amanti dello snorkeling – noi abbiamo visto anche dei minuscoli pesci spada! – senza contare che, essendo piuttosto bassa nel primo tratto, l’acqua è perfetta anche per chi si vuole rilassare, oltre che, naturalmente, per i bambini. Consigliamo anche, comunque, delle esplorazioni “terrestri”: fate un giretto tra le rocce rosate; le forme create dal vento che incontrerete via via sono pazzesche! Noi abbiamo raggiunto la punta del piccolo promontorio roccioso, e ne vale davvero la pena.

Tra un’esplorazione e l’altra pranziamo sotto un mirto, al riparo dal sole e dal vento; poi, nel primo pomeriggio, lasciamo (a malincuore) la spiaggia, risaliamo in macchina e ripartiamo: la prossima tappa è Cala Spalmatore.

Consigliataci dallo staff dell’hotel in quanto anch’essa riparata dal vento, Cala Spalmatore si trova dalla parte opposta dell’isola rispetto a Cala Francese, ma con la macchina ci si arriva in solo un quarto d’ora.

La spiaggia si trova lungo una strada panoramica, dalla quale è perfettamente visibile. Considerando però l’affollamento, decidiamo di rinunciare: piuttosto, risaliamo un po’ lungo la strada e optiamo per un’altra spiaggia vicina, La spiaggia del Costone. Come per Cala Spalmatore, si parcheggia principalmente sui bordi della strada provinciale, poi si scende a piedi: ci vuole poco – circa cinque minuti – anche se occorre fare attenzione negli ultimi gradini, che sono un pochino ripidi. Anche qui c’è tanta gente, ma la spiaggia è grande e il posto si trova (forse anche perché ormai è pomeriggio). Rispetto a Cala francese, Cala Spalmatore sembra molto più “vicina alla società”, e senza dubbio contribuiscono a darci quest’impressione le barche non molto distanti dalla riva. La sabbia è dorata, l’acqua è bassa (anche piuttosto calda) e lo snorkeling dà tante soddisfazioni. Se volete venire qui, comunque, consigliamo di farlo presto: il sole tramonta dietro la parete di roccia, che avete alle vostre spalle, e dunque la spiaggia sarà in ombra un po’ prima rispetto alle altre.

Tornati in hotel, ci facciamo la doccia e usciamo per una passeggiata e per la cena. Solo a questo punto, però, ci rendiamo conto che molti ristoranti sono pieni (per lo meno, quelli con prezzi contenuti!) e impieghiamo una notevole quantità di tempo nel cercare un’opzione valida. Alla fine troviamo una pizzeria e ci fermiamo lì. Consigliamo dunque di organizzare la vostra cena per tempo (durante la nostra peripezia di ricerca, molti ristoratori ci hanno detto che prenotare una cena la mattina dello stesso giorno va più che bene).



2° GIORNO: CAPRERA - SPIAGGIA DEL RELITTO E CALA BRIGANTINA


Dopo un’ottima colazione in hotel – davvero deliziose le torte della casa proposte – usciamo con la macchina e ci dirigiamo verso l’isola di Caprera. Attraversiamo il paese de La Maddalena e procediamo lungo la strada: il percorso è davvero godibile, e sia il borgo sia i paesaggi che seguono sono stupendi. Un ponte collega le due isole maggiori, e passare dall’una all’altra è semplice e veloce.

Arrivati a Caprera, seguendo le istruzioni del navigatore ci dirigiamo a sud, verso la Spiaggia del Relitto.

Caprera è bellissima e incontaminata. Le strade sono asfaltate, ma corrono in mezzo ai boschi e a una natura selvaggia, con spettacolari scorci di mare che fanno venire voglia di fermarsi continuamente.

I parcheggi vicino alla Spiaggia del Relitto sono molto ampi, e una volta lasciata la macchina bisogna percorrere un tratto a piedi (circa cinque minuti o poco più). Al nostro arrivo, tra le 9.00 e le 9.30, parcheggi e spiaggia sono piuttosto liberi: si riempiranno poi nel giro di due ore.

Nonostante anche oggi la giornata sia ventosa, la cala è coperta e il mare è piatto. Noi trascorriamo la maggior parte del tempo in acqua. Tra una cosa e l’altra, gonfiamo la nostra canoa per fare un giro e proviamo a spingerci al largo, ma ci accorgiamo subito che è un po’ pericoloso: restando all’interno della cala si può utilizzare il mezzo senza alcun problema, ma appena si esce ci si rende conto di quanto il mare sia ventoso e pieno di correnti! Pur avendo una canoa manovrabile e ben gestibile, il tutto è diventato molto più faticoso e dunque abbiamo preferito tornare all’interno della cala. Se volete stare rilassati, o semplicemente se siete poco esperti, consigliamo quindi di non avventurarvi al di fuori delle “acque tranquille”.

Altro consiglio che diamo è di stare attenti quando vi avvicinerete al famoso relitto: osservarlo è interessante, ma ci sono dei chiodi enormi e farsi male è davvero facile!

Comunque, noi trascorriamo praticamente l’intera mattinata a fare snorkeling: questa cala possiede un tesoro fantastico di flora e di fauna da scoprire… davvero da stare in acqua tutto il giorno!

Con l’intenzione di vedere anche qualcos’altro, andiamo via poco dopo le due. Ci fermiamo in un boschetto vicino per mangiare i panini che ci siamo preparati, ma il pranzo è in parte compromesso da alcune api piuttosto insistenti (se non vi importa di mangiare in piedi camminando in mezzo agli alberi, va bene).

Facciamo un giro in macchina tra i boschi di Caprera, salendo fino alla casa di Garibaldi, poi scegliamo di andare a Cala Brigantina.

Non ci sono veri e propri parcheggi per questa cala, ma occorre lasciare l’auto all’entrata della boscaglia e scendere a piedi.

Cala Brigantina si rivela subito un’inattesa, bellissima scoperta. Il percorso a piedi, che dura circa 15 minuti, consiste in un sentiero sterrato, pietroso e in discesa, ma il livello di difficoltà è piuttosto basso, soprattutto se indossate delle scarpe comode (noi avevamo quelle da tennis, e andavano benissimo); occorre giusto prestare un po’ di attenzione. Se deciderete di venire qui, percorrerete un bellissimo tragitto immersi nella boscaglia, circondati da alte rocce e con il mare in basso di fronte a voi: uno spettacolo.

E, per quanto ci riguarda, arrivati alla cala ci aspetta anche una sorpresa: la spiaggetta è quasi vuota!

È veramente una piccola perla di natura incontaminata, Cala Brigantina. Mentre facciamo il bagno – anche questo è un paradiso per lo snorkeling, ma ormai che ve lo dico a fare?! – catturano il nostro sguardo diverse capre che scendono lungo il versante del monte per poi cibarsi di alcune piante in basso, proprio vicino alla spiaggia.

Cos’altro dovete sapere di questa cala? Il tratto iniziale dell’acqua è tutto pietroso; si supera velocemente, ma può creare un po’ di fastidio. Inoltre, mettete in conto l’eventuale presenza di qualche imbarcazione – ce ne sono tante che portano in giro i turisti – che si avvicina alla costa (sempre entro il limite consentito) e magari rimane ormeggiata per un po’ di tempo. Un’ultima cosa, non poco importante: il sole tramonta dietro il monte alle vostre spalle, e dunque va via abbastanza presto.

Quando la cala comincia a essere in ombra, noi decidiamo di risalire; sono circa le 18.00. Tornati su, decidiamo di trattenerci ancora qui: a pochi passi si erge infatti la fortificazione abbandonata di Poggio Rasu, che ci attira per la posizione svettante e i colori suggestivi conferitile dal sole al tramonto. Ci avventuriamo un po’ e riusciamo a salire sulla fortezza, che decidiamo di esplorare un pochino. Il panorama da qui sopra è meraviglioso: vento, luci dorate, aria e macchia mediterranea selvaggia di fronte e tutt’attorno.

Più tardi andiamo a cena al ristorante “Il Gotto”, che ci sentiamo di consigliare per la qualità del cibo, per i prezzi contenuti e anche per il personale simpatico e cortese.



3° GIORNO: CAPRERA - TREKKING, CALA NAPOLETANA, SPIAGGIA DI PUNTA CRUCITTA


Torniamo a Caprera anche oggi. L’idea è andare a Cala Coticcio, una delle perle dell’isola, ma sappiamo già che difficilmente potremo vederla, dal momento che proprio da qualche giorno è visitabile solo su prenotazione (e noi l’abbiamo scoperto ieri sera!). Ci proviamo lo stesso, ma arrivati con la macchina vediamo subito i controlli davanti all’entrata del percorso trekking che conduce alla cala. Va be’, poco male, soprattutto perché il panorama di cui abbiamo goduto salendo per questa strada è uno spettacolo per gli occhi e per l’anima… Siamo addirittura scesi dall’auto per catturarlo: da qui, lo sguardo può abbracciare la selvaggia Caprera tutt’attorno a noi, La Maddalena di fronte, e ovunque il mare con le sue straordinarie tonalità d’azzurro.

In quanto al programma giornaliero, comunque, abbiamo un piano B niente male: procediamo ancora con la macchina e parcheggiamo all’entrata dei percorsi di trekking che conducono a Cala Napoletana e alla Spiaggia di Punta Crucitta.

Il percorso, immerso nella macchia mediterranea, è semplicissimo e rilassante – praticamente una passeggiata – e offre degli scorci meravigliosi. È pieno di piccoli sentierini, ma ogni volta sono presenti indicazioni precise sulla direzione da prendere. Noi impieghiamo un po’ di tempo anche per fare foto qui e là, e arriviamo dopo circa un’oretta.

Cala Napoletana è bellissima e selvaggia. La spiaggia, abbastanza piccola, è circondata da vegetazione bassa e da suggestive rocce di granito modellate dal vento. È comunque abbastanza esposta, e in effetti è la prima cala che vediamo effettivamente ventosa (sì, anche oggi il signor Eolo è con noi!). Il mare è un pochino mosso, ma fare il bagno è comunque possibile, e colpisce, colpisce davvero tanto come l’azzurro dell’acqua rimanga così puro anche con le onde. Trascorriamo un po’ di tempo a prendere il sole e a rilassarci sulla spiaggia, poi riprendiamo il trekking: in poco tempo – circa 10/15 minuti – arriviamo alla Spiaggia di Punta Crucitta. Anche qui il panorama è mozzafiato: una lingua di terra, e poi il mare che si adagia tra stupende rocce di colore rosa. Questa cala è riparata dal vento, e il mare è piatto; lo snorkeling, come sempre, permette di godere a pieno delle bellezze di sotto, ma arrivando al limitare della cala le correnti si sentono molto di più.

Nel tardo pomeriggio risaliamo e riprendiamo il trekking per il ritorno. Raggiunta la macchina, torniamo a La Maddalena, ma prima di raggiungere il porto per imbarcarci decidiamo di percorrere la strada panoramica dell’isola, che ci consente di ammirarne paesaggi che non avevamo ancora visto.


CONSIDERAZIONI: L’arcipelago de La Maddalena vi conquisterà. Passerete le giornate immersi in luoghi splendidi e incontaminati, circondati da una natura mozzafiato fatta di rocce, macchia mediterranea e, naturalmente, un mare dai colori indimenticabili.


TIPS DI VIAGGIO

  • Scegliete e prenotate in anticipo (se possibile già dal giorno prima) il ristorante per la cena.

  • Se avete intenzione di affittare una barca, informatevi e bloccatela con largo anticipo.

  • Dedicatevi allo snorkeling: ne vale veramente la pena!

  • Se avete voglia, prendetevi almeno qualche ora da dedicare al trekking.

  • Cala Coticcio è a numero chiuso, quindi organizzatevi per tempo se volete visitarla.

#DiscoverSardinia

© Your Travel Tips

La guida di viaggio Lonely Planet: 

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AVVENTURA

Dedicate qualche ora alle attività sportive: trekking in luoghi incantevoli e snorkeling sono le principali attività!

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