LE NOSTRE LETTURE

Quando la cultura si scontra con il turismo di massa: le Medina di Marrakech e come uscirne (vivi).

Aggiornato il: 25 dic 2020

Marocco: terra di conquiste, odori, spezie, confusione. Benvenuti in uno dei paesi più dicotomici al mondo, composto di arte, religione e tradizioni. Una volta attraversate quelle porte dal nome molto attraente, "Bab", vi ritroverete immersi in una cultura tanto affascinante quanto diversa dalla nostra, ma non per questo meno interessante. Benvenuti in Marocco: terra di contrasti, visti in senso positivo, tutti da scoprire.


Esattamente un anno fa ho avuto il piacere di approcciare per la mia prima volta con quella che considero una delle esperienze più folli della mia - seppur giovane - vita. Decidemmo di partire per il Marocco quasi su due piedi, appena rientrati dal Perù, che, ad oggi, considero il mio personale "Viaggio della vita". Non eravamo in realtà troppo convinti, ma la cultura islamica ci stuzzicava non poco, così decidemmo di andare senza pensarci due volte. Non eravamo in realtà molto preparati a ciò che, di li a poco, ci si sarebbe posto davanti agli occhi; non avevamo programmato nulla, motivo per il quale rimanemmo abbastanza sorpresi, piccolo lato negativo che - al termine del nostro viaggio - abbiamo rivalutato in senso molto più che positivo.

E' cosi; a volte bisogna semplicemente lasciarsi trasportare dalla cultura di un luogo così sacro e stravagante; decidemmo di soggiornare su piazza Jeema El Fna, nel mezzo della medina di Marrakech. Mai scelta fu più azzeccata.

Se avete voglia di leggere il nostro itinerario lo trovate nella sezione "Africa"; sicuramente troverete consigli molto utili se volete imbattervi in questa avventura; per quanto invece riguarda questo blog ci limiteremo a descrivere il fulcro della vita marocchina: la Medina.



Nel 1985 la Medina di Marrakech è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità, simbolo della sua unicità al mondo. In particolare quando parliamo di Medina ed UNESCO pensiamo ad un patrimonio culturale più che naturale; pensiamo ad una cultura impressa in quella terra da ormai poco meno di mille anni; pensiamo ad una cultura che non ha subito grandi trasformazioni, motivo per il quale siamo in grado di leggerne ancora oggi un significato autentico.

Medina in arabo significa "città"; e altro non è che il quartiere "antico" di molti complessi magrebini e non solo. Le Medine in generale sono circondate da porte - in Marocco chiamate "Bab" - che circondano la città vecchia e ne regolano gli ingressi.

E' quasi incredibile come la distanza temporale tra il 1062 - anno di costruzione delle medine - e oggi, sia praticamente rimasta inalterata. In origine infatti le medine avevano la funzione di confondere e rallentare gli invasori che, trovatisi di fronte a questo incredibile labirinto di vicoli, terra e piccole piazze, si sentivano spaesati; un po' come il turista di oggi.


Vivere nella Medina, specialmente a Marrakech, (ma potremmo fare lo stesso discorso anche per Fes), significa vivere con duecento occhi. Non per forza questo significa vivere con l'ansia; semplicemente significa viverla con molta attenzione. Asini, carri, motorini, galli, cavalli, bambini, carriole, camion, biciclette, mercati, tende, operai, terra, sassi, fontane e migliaia di persone.

"E' quindi?" "Hai descritto un qualsiasi paese dell'Africa" - direte voi.

Esattamente. Ho descritto un qualsiasi paese dell'Africa; peccato che abbia descritto tutto ciò che ho visto in dieci metri di medina appena ci ho messo piede. Ho descritto semplicemente ciò che i miei occhi hanno avuto l'onore di osservare per i primi venti o trenta secondi prima che il mio cervello si collegasse e si rendesse conto che stare fermo in mezzo a tutto ciò - beh - non era la cosa più intelligente da fare.



La Medina è confusione. Ma una confusione ordinata. Sembrerà un ossimoro quasi impossibile da immaginare, ma ci proverò; la Medina è quel posto dove le urla della gente si mischiano perfettamente con gli odori sprigionati dalle piccole bancarelle che la costeggiano; è quel posto dove l'asino che ti passa accanto mentre traina un carro pieno di frutti ti fa tornare nel passato per qualche secondo; tempo di girarti di scatto e vedere che accanto a te stanno passando galline guidate da un pazzo che canta a squarciagola.

La medina è quel luogo che descritto su un blog ti metterebbe una paura folle, ma che vissuta in prima persona non ha nulla di pericoloso. Consiglio spassionato, ma valevole in tutto il mondo: evitate di girarla di notte! Ma di giorno godetevela; fate come gli invasori di mille anni fa: perdetevi, e quando siete stanchi, cercate nuovamente la via di casa. Non provate a capire dove siete; rischierete di perdervi il vero senso della Medina (e pure con scarsi risultati in quanto Google Maps perde completamente la vostra posizione!).



Non abbiate paura di perdervi nella Medina; di giorno è totalmente sicura, la gente corre, vi sposta, sorride e canta. Nessuno vi minaccerà se rispondete con un semplice "No, thank you". Nessuno vi seguirà per chilometri e chilometri; nessuno vi punterà un coltello alla gola. L'unica cosa che può accadere - mi rivolgo alle ragazze - è quella di essere fissate. Fateci l'abitudine nei paesi islamici purtroppo è così, ma nessuno vi farà mai nulla.

Se avete la possibilità sbirciate dentro i Riad marocchini che costeggiano la Medina, vi troverete ad osservare mosaici di secoli fa ed uno stile architettonico unico. Poi continuate il vostro percorso tra i Souq e le piccole piazze dove vi sembrerà di esser già passati, confondendo le vostre menti ancor di più di quanto già lo sono.


Perdetevi nel tripudio di spezie e rumori, ogni tanto interrotti dai momenti di preghiera. Perdetevi nella confusione generale dei mercati.

Perdetevi tra gli asini ed i cavalli, come fossimo nel 900.

Perdetevi senza paura, perché - almeno di giorno - la Medina è sicura.

Perdetevi tra le risate dei marocchini.

Perdetevi tra gli stravaganti accostamenti cromatici del souq marocchino.


Insomma, perdetevi in una città che sembra aver vissuto per un millennio all'interno di una bolla; non lasciandosi plasmare dall'avanzamento tecnologico, come avvenuto appena fuori dai "Bab" che circondano la Medina; e non lasciandosi tentare da un sogno di modernità. Lasciatevi trasportare in un viaggio nel tempo che vi porterà a dove tutto è iniziato. Le aree del mondo che consentono ciò, ormai, si contano sulle dita di una mano. Lasciatevi guidare dal vostro istinto; lasciate il cellulare in borsa e proiettatevi nell'anno mille. Scoprirete che in fondo possiamo fare a meno di molte cose nella nostra quotidianità, perché tra un sorriso, delle urla di gioia, gli odori del mercato e asini che vi sfiorano i gomiti, proverete - almeno una volta - un'esperienza indimenticabile che rimarrà in un angolo del vostro cuore per sempre.


Andrea Almanza - Your Travel Tips ©



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