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LA MAGIA DEL YONGHE TEMPLE DI PECHINO: UN CONCETTO DIVERSO DI SPIRITUALITÀ

Pechino, anno 1694. L'imperatore Kagxi, terzo della dinastia Qing, come testimonianza - se ancora ce ne fosse bisogno - della sua devozione al Buddhismo Tibetano, fa costruire lo Yonghe Gong, letteralmente: il Convento dei Lama. Oggi, dopo più di 325 anni, il Tempio rappresenta una delle massime rappresentazioni del Buddhismo Tibetano al mondo. Benvenuti nell'angolo nord-est di Pechino; benvenuti al Yonghe Gong Temple.


Il Tempio dei Lama, ufficialmente conosciuto come Yonghe Temple, è un tempio risalente al 17° secolo fatto ergere in rappresentanza della devozione al Buddhismo Tibetano dell'imperatore di quel tempo: Kangxi; terzo imperatore della dinastia Qing. Inizialmente quest'opera mastodontica era destinata al figlio dell'imperatore, il principe Yin Zhen. Quando quest'ultimo prese il potere però, si trasferì nella Città Proibita, residenza ufficiale degli imperatori cinesi, permettendo al Yonghe Gong Temple di esser trasformato in un palazzo per l'amministrazione dei Lama tibetani: era il 1735.



Dichiarato monumento nazionale nel 1949 per il suo significato storico, il Tempio sopravvisse alla Rivoluzione Culturale del 1966. Dieci anni dopo diversi Monaci Tibetani sono stati invitati a restaurarlo ed a soggiornarvi, dando il via ad una tradizione che resiste ancora oggi e può essere ammirata da chiunque abbia la fortuna di passare da quelle parti. Basti pensare, per concludere una piccola introduzione storica, che il grande Rinpoche come il Dalai Lama appartiene a questa scuola.



Il Tempio dei Lama è facilmente raggiungibile con la metropolitana; ha una fermata della linea blu numero 2 dedicata; il costo del biglietto è di circa €3,00; quasi un regalo per l'esperienza pazzesca che andrete a vivere una volta dentro. Il tempio si compone di cinque cortili e svariati edifici. La costruzione principale è il Palazzo delle Diecimila Felicità, e si trova al temine della vostra visita. All'interno del Palazzo troverete una scultura di Buddha scolpita in un unico tronco di sandalo alta ventisei metri. L'opera - a dimostrazione dell'ottimo rapporto tra il Buddhismo Tibetano e la dinastia cinese - fu donata dal settimo Dalai Lama all'imperatore Qianlong in segno di ringraziamento per il sostegno fornito nella repressione di una rivolta in Tibet.


Nonostante sia uno dei monasteri più influenti di Pechino, se non il più influente, il Tempio si distingue per il fatto che al suo interno vi abitano ancora monaci Tibetani. L'architettura pazzesca di questo Tempio e dei suoi cinque cortili passa in secondo piano quando davanti a te hai uno spettacolo che difficilmente avrai il piacere di osservare nuovamente: i rituali dei Monaci Buddisti. E' difficile - lo sappiamo - ma se avete l'occasione di partecipare ad uno dei loro riti - sia esso il pranzo o il momento di preghiera - mettete in borsa il telefonino e lasciatevi trasportare da quest'aura pazzesca di spiritualità che - anche l'ultimo degli atei - saprà apprezzare al cento percento.



L'atmosfera magica vi porterà indietro al 1700; devoti cinesi che incendiano bastoncini d'incenso; anziani che si prostrano a Buddha e Monaci Tibetani impegnati in un momento di preghiera; avrete l'onore di assistere tutto ciò in uno dei momenti più sereni della vostra esistenza, lontani dalla confusione di Pechino ed incredibilmente immersi in una spiritualità che chiunque sarebbe in grado di apprezzare.


L'emozione che proverete nell'ammirare i Monaci Tibetani in uno dei loro impegni - sia esso un momento di studio, il pasto o la preghiera - sarà un frammento che prenderà spazio nel vostro cuore e ci si stabilirà per sempre. Questo luogo è in grado di trasmettervi un'energia unica al mondo che difficilmente avrete l'occasione di riprovare. Abbiate rispetto del Tempio in ogni cosa che fate; specialmente nei momenti di preghiera e di contatto con i Monaci Tibetani. Studiate un minimo di storia a riguardo, in modo da capire il vero significato di ciò che state ammirando, consapevoli che difficilmente nella vostra vita vi capiterà di vivere nuovamente un momento del genere.


Smettetela di riprendere un'esperienza che presumibilmente rimarrà solamente nella vostra galleria del cellulare; vivetela. Sedetevi in un angolo, mettete il telefono in borsa, e guardatevi intorno. Avrete ore per foto e video, ma non fate solo quello. Non basteranno centomila foto a replicare l'emozione che proverete in quel momento. Le istantanee che si formeranno nella vostra mente vi rimarranno impresse a vita, così come l'emozione nel vedere all'opera i Monaci Tibetani. Guardatevi intorno e pensate a quanto possa esser stato faticoso, 325 anni fa, costruire tutto questo; pensate al significato storico-culturale di tutto ciò; pensate a quanto sia importante nella vita di un Buddista questo luogo. Pensate all'emozione che può avere un devoto a mettere piede in questo posto così maestoso e riflettete sul fatto che questo luogo è in grado di trasmettere un'emozione unica - atei, cattolici, induisti o islamici - che siate, questo non importa, non oggi perlomeno.



Andrea Almanza - Your Travel Tips ©


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