LA COMUNITÀ DI TAQUILE

PERU - PUNO - TAQUILE

Una comunità animata da un grande spirito di innovazione. Un esempio per molte altre comunità dello stesso genere: benvenuti nel lago Tititcaca, e più precisamente a Taquile; un'isola che nella sua anima ha molto di più!

NEL DETTAGLIO...

La guida di viaggio

Taquile geograficamente parlando è un'isola, ma a livello culturale è molto di più. E' un vero e proprio caso di studio dell'antropologia sudamericana dai risultati strepitosi. Dagli anni '70 oggetto di numerose ricerche etnografiche, Taquile galleggia tutt'oggi nel mezzo del Lago Titicaca, tra la Bolivia ed il Perù, al quale appartiene politicamente parlando.

Nonostante l'isola sia abitata da secoli, le prime notizie ufficiali di Taquile provengono dagli anni '40, quando circa duecento anime popolavano quest'isola totalmente isolata dal resto del mondo dedicandosi principalmente alla pesca e all'agricoltura.

Immaginate di vivere in una roccia enorme a 9 ore di barca dalla terraferma; un paradiso per un breve periodo, una condanna all'isolamento sociale se devi trascorrerci una vita intera. Questa comunità non avrebbe molto altro da offrire se non fosse per un piccolo ed insignificante dettaglio; quasi un colpo di fortuna che però i Taquileños hanno saputo sfruttare con un pragmatismo unico e quasi sconcertante.


Era il 1976 quando la guida "South America Handbook" descrive Taquile come l’isola più interessante del Lago Titicaca, aprendo le porte ad un turismo che caratterizzerà la vita dei Taquileños fino alla guerra civile, riprendendo a grandi ritmi anche dopo il termine della stessa. Nella guida è riportato come uno degli aspetti più interessanti che veniva mostrato dai Taquileños fosse la loro auto-sufficienza ed apertura sociale; le abitazioni non venivano chiuse la sera, gli abitanti erano totalmente solidali tra loro ed estremamente organizzati: era un - folle - trampolino di lancio verso la rinascita di una comunità, e i Taquileños se ne erano già accorti.


Dal 1977 alcuni abitanti iniziarono, resisi conto del potenziale della loro terra, ad investire tutti i loro risparmi in barche più moderne, arrivando ad accorciare il tempo di percorrenza sino alle tre ore e mezzo, dando la spinta necessaria a far decollare il turismo su quell’isola, che, fino a pochi anni prima era una semplice roccia in mezzo ad un lago posto a 4.000 metri di altitudine.

Le intuizioni degli isolani riguardo l'investimento di ingenti somme di denaro non furono poi così errate; pochi anni dopo, infatti, a partire dal 1981, ogni giorno decine di barche piene di turisti attraccavano al porto di Taquile, mettendo duramente alla prova le capacità organizzative dei Taquileños. In poco più di dieci anni i turisti divennero 30.000 al giorno, arrivando col tempo a superare le 105.000 unità del 2017.


Sono anni in cui vennero acquistati numerosi pannelli fotovoltaici per portare l'energia rinnovabile sull'isola, iniziando già a plasmare un'idea di modernità non molto lontana da quella che - lentamente - prendeva piede in tutto il mondo.

Lo stile pragmatico dei Taquileños, infatti, capaci di capire in un breve lasso di tempo ciò che in pochi anni avrebbe costituito la loro quotidianità, e di conseguenza reagire all’atto pratico con un’impressionante lucidità, rimane senz’altro la qualità migliore di questa popolazione.

Non furono poche le difficoltà: economicamente parlando i Taquileños stavano mettendo in ballo anni di sacrifici su un settore - quello turistico - totalmente inesplorato fino a quel tempo. Inoltre le prime faide con le agenzie private non giovarono a tale progetto, in quanto quest'ultime pretendevano di detenere il totale controllo degli sbarchi sull'isola. Una popolazione inesperta avrebbe mollato tutto per una minima percentuale lasciandosi soggiogare dai - pochi - soldi facili; ma i Taquileños no; e proprio in questo risiede la loro forza più grande.


Un soggiorno di poche ore che non lascerà nulla se non due scatti in più nella galleria del cellulare; un soggiorno finto che non ha nulla a che vedere con L'ESPERIENZA UNICA, scritto appositamente in maiuscolo, che con pochi euro si potrebbe vivere soggiornando almeno una notte sull'isola: un tripudio di emozioni che inizia la mattina ammirando l'alba che si riflette sullo specchio d'acqua del lago, passando poi al pranzo con gli isolani, una passeggiata per l'isola dove il vostro unico desiderio è quello di perdervi perché tanto, in qualche modo, ritrovereste sicuramente la via di casa; passando poi alla cena: balli e canti fino a notte inoltrata osservando su quei visi scavati dalla vecchiaia un'espressione di felicità, quella vera.


Taquile è un luogo magico dove il tempo pare fermarsi per un istante; capisci di essere nel posto giusto solo quando il piccolo Ruben, figlio della mia host family, ammira il tramonto con gli occhi incantati come fosse la sua prima volta. Capisci di essere in un posto unico dall'altra parte del mondo che ti sta lasciando nel cuore un ricordo indelebile; un amore per questa comunità che in pochi giorni ti ha fatto capire quanto i sacrifici e i rischi che si prendono nella vita, spesso ripagano.

Una comunità vera, animata da uno spirito di aiuto reciproco sempre tramandato negli anni di generazione in generazione; basti pensare che ad oggi quando bisogna costruire dei sentieri in roccia i suyos non occupati nella costruzione curano il raccolto di chi sta lavorando.


In conclusione, credo si possa considerare Taquile un modello per molte altre comunità sparse in tutto il mondo riguardo la gestione dell’industria turistica. Nonostante il peso innegabile di circostanze fortuite, è bene dare il merito ai Taquileños di non essersi chiusi alle opportunità man mano che esse si presentavano investendo al momento giusto sul settore turistico ed innescando quello che a tutti gli effetti si presenta come una sorta di circolo virtuoso di uno sviluppo non solo economico, ma anche sociale e culturale.


Se vuoi saperne di più a riguardo, visita il nostro itinerario sul Perù cliccando qui!

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